La cartapesta

La cara vecchia e nuova cartapesta, cartapesta eravamo e cartapesta torneremo, oro incenso e cartapesta, tanto va la gatta al lardo che diventa cartapesta…etc etc.!

Questo è il vero materiale del futuro….

le sue peculiarità sono date dalla forte resa plastica, estrema leggerezza, molteplicità d’impieghi, adattabilità a qualsiasi forma ed estrema economicità!!! La cartapesta può costituire la soluzione ideale per pezzi unici, realizzabili abbastanza facilmente, di breve o lunga vita. Pertanto, prediligiamo la cartapesta come materiale non solo in termini di convenienza economica, ma anche in termini di ampia progettualità creatività.

Ora, ci preme una precisazione: se navigate un po’ in internet avrete modo di visitare molti siti di laboratori artistici, artigiani, cartapestai ed altri, gente che fa questo mestiere con competenza, professionalità ed artisticamente! Ciò che invece ci differenzia da loro è la nostra completa vocazione all’inutile, non siamo artisti, ma cazzarti di prima scelta, non realizziamo opere d’arte, oggetti pregiati, non seguiamo la tradizione cartapestaia di anni e anni fa: tutto ciò che realizziamo è concepito per far divertire, ridere o sorridere! L’oggetto ricercato non fa per noi e forse, in realtà, non saremmo neppure in grado di realizzarlo….ma il mondo è bello per questo, ognuno fa quel che vuole….perciò siamo qui per realizzare tutte quelle cazzatine che non trovate altrove e non sapreste dove cercare!

 

Siamo in grado di progettare e realizzare:
- maschere
- costumi
- allestimenti per negozi, pubs, stands, etc.
- oggettistica
- scenografie

 

Un po’ di storia: dalla Cina al sud Italia (sarà la prima cosa che copiamo noi  ai cinesi!?)

La cartapesta compare in Cina circa all’inizio dell’anno 100 d.C. Nel 105 d.C. l’ufficiale della corte cinese il mandarino Tsai-Lun, descrisse e insegnò per primo la tecnica di fabbricazione della carta suggerendo opzionalmente gli usi delle fibre di gelso, della canna di bambù e del china-grass. Tale tecnica giunse successivamente in Corea e poi in Giappone. Nel 751 d.C. alcuni prigionieri cinesi portati a Samarcanda dal governo locale lo fecero conoscere alle popolazioni arabe e l’uso presto si diffuse in tutta l’Asia Minore. 
I lunghi e faticosi metodi di lavorazione stimolarono immediatamente la ricerca fino ad approntare un sistema per la riutilizzazione della carta dopo il primo impiego dando così vita alla cartapesta.

Tra gli scavi archeologici cinesi sono stati rinvenuti diversi elmi e armature da guerra realizzati in cartapesta laccata.  Nell’ VIII secolo d.C.  il segreto della produzione della cartapesta unitamente alle diverse tecniche di lavorazione si diffuse in Medio Oriente, fino al Marocco.

In Italia l’arte della cartapesta fu perfezionata a Venezia con la realizzazione degli intagli e stucchi delle ville settecentesche e con le applicazioni delle maschere del Carnevale. Nel Mezzogiorno d’Italia, invece, si era sviluppata intorno all’artigianato sacro nel Leccese, e nell’ambito delle scenografie teatrali e della tradizione pastorale, a Napoli.

La Cartapesta ha conosciuto grande diffusione dall’Egitto all’America Latina, dall’Europa alla Cina ed all’Africa. Utilizzata soprattutto per rappresentazioni artistiche legate alla religione. Dalle maschere rituali africane ai santi messicani.

L’arte cinese delle figure di cartapesta, originariamente collegata alle usanze funerarie, è un’arte popolare che integra le tecniche d’amalgama, incollatura, ritaglio della carta, scultura su argilla e pittura policroma.

Le maschere rituali sono eseguite in cartapesta in diverse parti del mondo. L’Artefice delle maschere, in molti contesti etnici (specie in Africa), era considerato il depositario di una sapienza, che potremmo definire “esoterica” e che comprendeva la conoscenza dei fenomeni naturali, del patrimonio mitico, delle proprietà medicinali e terapeutiche delle sostanze animali e dei cicli economici e legati al calendario. In misura meno rilevante influivano, invece, le conoscenze tecniche e gli strumenti di lavoro, che agivano in modo indiretto, condizionando per lo più le modalità esecutive e non la mentalità dell’esecutore.

Il papier maché o polpa di carta costituisce una delle due tecniche fondamentali per la produzione della cartapesta, esso si realizza attraverso la preparazione e l’impiego di un impasto di carta e colla e differisce dall’altra tecnica quella del papier collé che utilizza più fogli di carta intervallati da strati di colla.